Superclassifica show vs Discoring 2° puntata

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Prosegue il racconto degli esordi della TV musicale italiana

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di Daniele 4est


Oggi proseguiamo il discorso iniziato con la storia della televisione musicale italiana che per immagini e circostanze si lega ad una certa “aestetica” italiana e ai modi di nascita e sviluppo della Vaporwave. 

Vi ricordo che siamo alla fine degli anni 70 e negli USA imperversa “Soul Train” una trasmissione che ospita musica e danza in stile R&B, Hiphop, Soul e Dance. In Inghilterra troviamo invece “Top of the pops” dedicato anch’esso alla musica ma non specificamente alla danza. La musica, quindi dilaga, nelle televisioni di mezzo mondo. 

In Italia, oltre Superclassifica Show, nata su basi low budget nasce un’altra trasmissione che riprende fortemente quelle Statunitensi ed inglesi. Parlo ovviamente di Discoring! Ospitata dalla televisione di Stato, a differenza di Superclassifica, e con budget più consistenti, fu anche una delle prime trasmissioni ad avere una sigla con una speciale grafica computerizzata.

Creata da Gianni Boncompagni, storico conduttore radiofonico ed autore televisivo, per la Rete Uno (oggi Rai1), andava in onda il venerdì e prevedeva l’esibizioni degli artisti italiani e stranieri che in quel momento erano ai vertici delle classifiche di vendita. Ai microfoni in veste di presentatori c’erano AwanaGana, Claudio Cecchetto, Jocelyn, Pettinelli, Falcetti e Russinova. All’inizio il programma era in bianco e nero dopodiche’ passò a colori.

Per dieci anni fu ospitato all’interno della celebre trasmissione Domenica IN cosa, questa, che rese il programma un cult nazionalpopolare. 


In genere quando si parla di Vaporwave si fa sempre riferimento a certe immagini, VHS, lofi e a una estetica anni ’80 che provengono dagli USA. A noi è sembrato opportuno e interessante invece mostrare ciò che era l’Italia degli anni 80. Tutto questo non per un mero vezzo intellettuale o per il gusto di raccontare l’ennesima storiella sulla retromania, semplicememente perché Vaporwave (e accelerazionismo) attraverso immagini, musica e concetti, ci parlano di futuro! Un futuro che il mondo consumista ha sottratto deliberatamente alle nuove generazioni. Quindi raccontare una televisione che a modo suo, sperimentava, creava, utilizzava le tecnologie visive e quindi innovava, costruendo la televisione “del futuro” ci è sembrato un ottimo spunto di riflessione oltre che un bel momento di Amarcord! 

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