Randonautica: Il weird & l’eerie nell’app in voga tra i più giovani.

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Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo.

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di Davide ”inchiostro nero” Cautiero.

Se la parola ‘’Randonautica’’ non vi dice niente, molto probabilmente non appartenete alla generazione Z. Gli iGen che monopolizzano internet e tutto quello che è più cool, anche se in questo caso si dovrebbe parlare principalmente di ‘’weird’’ , ‘’creepy’’, o perché no, ‘’eerie’’.

Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo, proprio come il libro di Mark Fisher, ‘’The Weird and the Eerie’’, edito in Italia da Minimum Fax.

L’analogia tra gli scritti del compianto filosofo inglese e l’applicazione della Randonautica, nonché i possibili riferimenti al genere vaporwave, possono essere scorti non solo nel senso di inquietudine che si respira provando l’app, (che utilizza la geolocalizzazione, i quanti di energia e l’entropia per indirizzarti in un luogo dove è possibile che si manifesti qualcosa di imprevedibile o strano), quanto nella possibile interazione tra la realtà e l’incognito.

‘’Il genere weird è un particolare genere di perturbazione. Chiama in causa un senso di non-correttezza: un’entità o un oggetto weird è talmente inusuale che non dovrebbe esistere, o perlomeno non dovrebbe essere qui. Eppure, se l’entità oppure l’oggetto è effettivamente qui, allora le categorie utilizzate finora per dare un senso al mondo non possono essere valide. La cosa weird non è sbagliata, dopotutto: dovranno per forza essere inadeguate le nostre concezioni’’ scrive Fisher come incipit al suo elaborato.

Concezioni che sembrano perdersi, o ‘’vaporizzarsi’’ ( utilizzando anche un termine vapor) quando ci troviamo difronte a un evento fuori dal normale, come può esserlo quello che ci apprestiamo a vivere utilizzando la famosa app. Un acuto senso di smarrimento, o d’apprensione, che può essere ricondotto, oltre al weirdness già citato, a quello dell’eerie , sulle condizioni ontologiche legate alla questione dell’agentività.

Sempre Fischer scrive: ‘’L’eerie appare degno di riflessione in quanto particolare tipo di esperienza estetica’’.

Armonia che anche la vaporwave abbraccia nella sua variante ‘’oscura’, con le sue grafiche che delineano ambientazioni cupe, singolari, tenebrose, più vicine ai canoni estetici del cyberpunk, o della synthwave. Una dark-version in cui riecheggiano, anche in ambito musicale, suoni e stridori sinistri; incubi che si convertono in bizzarre e inquietanti melodie. Un sottogenere che, allontanandosi dai richiami lounge, smooth jazz, chillwave e future funk , della sua più colorata e dissacrante forma, si insinua nelle viscere di internet con i suoi suoni ‘’spettrali’’ e ‘’abissali’’.

La Randonautica, quindi, riesce, anche se marginalmente, ( visto che in taluni casi delude le aspettative) a creare questa esperienza estetica, e quel senso di eerieness, che gli estimatori di questo microgenere amano.

Esperienza estetica che – continua Fisher nel suo scritto – ‘’sebbene sia certamente procurata da specifiche forme culturali, non trae origine da esse. Si può piuttosto affermare che certe storie, certi romanzi, certi film evocano una sensazione di eerie, ma che tale sensazione non è un’invenzione letteraria o cinematografica. Come nel caso del weird, è possibile sperimentare, e di fatto sperimentiamo spesso, la sensazione dell’eerie <<dal vivo >>, senza ricorrere a specifiche forme di mediazione culturale. Il senso dell’eerie, per esempio, è senza dubbio legato a un certo tipo di paesaggi e di spazi fisici’’.

Scenari che l’app ci propone sotto una luce diversa, dove è possibile presagire una <<presenza>> o una <<assenza>>, a seconda se si scelga un desiderio materiale o intangibile.

‘’Un oscuro scrutare’’ e una sete di avventura che rappresenta quasi lo spettro di un edonismo sociale che le nuove generazioni rincorrono senza esserne mai consapevoli o saturi. Un piacere immediato che si brucia nell’evanescente ritratto di una quotidianità che non spinge, come asserito dallo stesso Mark Fisher in relazione alla musica ( e la musica è riflesso della società e dei tempi ) ‘’verso una tensione sconosciuta’’.

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