Ingannare il cervello

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Siamo in piena era cyberpunk

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“Questo è il mondo che tu conosci… Che ora esiste solo in quanto parte di una neurosimulazione interattiva chiamata Matrix, sei vissuto in un mondo fittizio Neo…” (Matrix)

Ciao cyberz! Non è un caso che anche l’inizio di questo argomento riprenda un dialogo del film Matrix. La scorsa volta, la riflessione era incentrata sul comprendere il concetto di realtà, ma sopratutto, sul fatto che il concetto stesso di realtà sia molto evanescente, per cui si potrebbe addirittura affermare che la realtà non esista, o almeno non esiste la realtà così come comunemente la si intende!

Tutto ciò che si definisce realtà non è altro che il risultato della percezione. A questo punto sorge spontanea la domanda : “E se questa percezione fosse pilotata? Se ciò che percepiamo come reale fosse il risultato di un inganno architettato ad arte?”

Era questo il fulcro della pellicola sopracitata. Fuori da ogni logica complottista però voglio concentrare la vostra attenzione su una domanda lecita. : “E’ possibile ingannare il cervello?” Controllare la mente in modo da modificare la percezione, convincerci che sia reale qualcosa che non crediamo lo sia, sembra fantascienza, eppure oggi proprio grazie alla neurotecnologia, il cervello percepisce reale qualcosa che non lo è.

Questo è ciò che accade per esempio. con la neurosimulazione che permette la percezione dell’arto mancante. Questa tecnica, prende le mosse da uno studio, effettuato su due pazienti presso il Policlinico Gemelli di Roma. Attraverso la combinazione di sensazioni tattili artificiali e realtà virtuale, il cervello umano risulta in grado di sentire la protesi come se appartenesse al proprio corpo. I due pazienti, non solo sentono la protesi proprio come se fosse la loro ‘vecchia’ mano, ma percepiscono anche il loro braccio per intero. 

Detto ciò, l’ipotesi formulata in maniera fantasiosa nel film Matrix sembra a questo punto qualcosa di molto più concreto. L’esempio della neurosimulazione, è la dimostrazione di come i confini tra reale e virtuale siano sempre più labili e di come ormai possiamo dire con certezza di essere in piena era cyberpunk!

Per farvi capire l’entità della cosa vi racconto un’altro caso degno di nota.

Nel 2015 due ricercatori dell’università di Washington, il prof. Rajesh Rao  ed il prof Andrea Stocco, sono stati in grado di trasmettere i segnali cerebrali di uno di loro attraverso Internet e utilizzare questi segnali per controllare i movimenti della mano dell’altro che si trovava in un’altra zona del Campus. L’esperimento fu definito “vulcan mind meld, fusione mentale vulcaniana”, praticamente la denominazione della tecnica telepatica impiegata dal vulcaniano dr. Spock nel telefilm Star Trek.

Arrivati a questo punto del discorso una riflessione è d’obbligo. Ci troviamo in un momento storico che è già futuro. Purtroppo le spinte sociali e politiche cercano di ancorare tutto ad un’immanente presente o peggio ancora ad un passato fatto di nostalgie politiche.  Vaporwave e Cyberpunk sono sempre di più manifesti dell’attuale società. Una società che inevitabilmente si sta evolvemdo, che piaccia o no. A questo punto c’è da chiedersi una sola cosa : “Vogliamo costruire il futuro e renderlo a misura d’uomo oppure subirlo?

4EST

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