I Meme : nuova battaglia sociale

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Una risata ci seppellirà?

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di Federica D’Antonio e 4EST

Nuove lotte sociali si stagliano all’orizzonte, nuove battaglie per la sopravvivenza e nuove proteste per rivendicare i più elementari diritti, come quello alla vita e alla libertà individuale. Nuove, perché sono nuovi i modi di confronto o scontro (in alcuni casi), sono nuovi perché la battaglia del futuro si giocherà su un campo che non è quello della strada e delle manifestazioni ma quello della rete. La battaglia, infatti, sarà quella dei MEME!

Il meme, un innocuo messaggio ironico che viaggia sulla rete e che si diffonde ad una velocità che non ha precedenti nell’informazione, un messaggio che senza gli strumenti per riconoscerlo e comprenderlo può diventare un virus, un’entità negativa, che moltiplicandosi rischia di mietere vittime, infettandole nei pensieri e nelle credenze, fino a plagiarle, e tutto ciò con un semplice sorriso. Ma innanzitutto parliamo in maniera più approfondita dei meme.

I Meme come già spiegato nell’articolo precedente: I meme e i titoli di libero sono contenuti virali e virtuali. Hanno come proprie caratteristiche quelle di adattamento e Ri-adattamento; ossia l’essere creati dalle persone ed essere riempiti di contenuti sempre nuovi pur rimanendo in un certo qual modo sempre gli stessi.

Richard Dawkins, nel libro “ Il Gene Egoista”, ne parla facendo un parallelismo con i geni, spiegando che i geni si riproducono così come si propagano le idee, diventando virali. La parola meme infatti viene dal greco mímēma ossia “imitazione“.

Il concetto base dei meme è che il contenuto non solo si riempie, ma si adatta e cambia, anche se la cornice mimetica è sempre la stessa. Ma iniziamo dal principio. Nel 2003/2005 inizia il percorso mainstream della parola Meme. Le prime cornici, i primi Template, sono i “Demotivational” (immagini con sfondo nero e frase con titolo e battuta sottostante) col tempo evolutisi fino a diventare una metaforma negli anni 2005/2006/2007 ed evolvendo fino ad utilizzare un nuovo font: IMPACT, scelto per la sua elevata compatibilità con tutti i computer e la sua grande leggibilità.

(qui sotto: “Non tutti diventano astronauti quando crescono”)

Oggi grazie ai social, i meme, sono diventati fruibili e utilizzati spesso all’interno della nostra società delle immagini; soprattutto hanno giovato di una forte accelerazione grazie alla facilità con cui vengono creati grazie a strumenti (app) di facile reperimento. Con il tempo i meme hanno interessato anche fruitori insospettabili, come politici e vip e hanno continuato a trasformarsi.

A testimonianza della trasformazione dei meme vi mostriamo Expanding Brain che è la più famosa cornice mimetica e si sviluppa in più parti che si evolvono con una sezione scritta e dall’altra un’immagine.

Altra caratteristica dei meme è quella di nutrirsi dei fatti di cronaca, come le news politico-economiche, sopratutto le gaffe e le azioni assurde di buona parte dei rappresentanti della cosa pubblica. Ed ecco che, come un seme, il meme si sviluppa e si moltiplica viralmente sulla rete, Come frammento di informazione che iniziando dal punto zero si dirama in più punti, mutando, ma conservando allo stesso tempo una propria matrice “genitoriale”.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi perchè il meme riesca a resistere nel tempo e a diffondersi in tutti gli strati sociali reinventandosi di volta in volta senza subire le inflessioni delle mode, sopravvivendo tenacemente nel tempo. La risposta è che la sua forza sta nella riconoscibilità e nella malleabilità e nel fatto che queste due caratteristiche siano alla portata di tutti. Grazie a ciò, viene considerato la prima forma espressiva di massa, non indirizzato alla massa ma creato dalla massa stessa! Per dirla in breve, i meme sono di tutti, essendo la prima forma d’arte che emerge da un’intelligenza collettiva.

Proprio per questo suo apprezzamento nella massa e per la sua larghissima diffusione in rete, gli amministratori della res publica ne stanno facendo un uso consapevolmente manipolatorio. Ormai è all’ordine del giorno assistere alla creazione di immagini, e sopratutto video, creati ad hoc dai politici con il preciso scopo di influenzare la popolazione. Un’azione che rischia di spingere la gente che non ha modo di “difendersi” da questo attacco, a simpatizzare per un partito o per un altro, prescindendo dagli effettivi risultati politici, lasciandosi trasportare dall’intelletto arcaico, finendo per essere sommersa dalla pioggia di dati di Matrix!

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