Frankenstein Junior: un affresco umoristico e hauntologico.

 254 total views,  2 views today

Il capolavoro di Brooks raccoglie le messi dell’opera originale ( e di altre pellicole sul genere ) dissimulandone sardonicamente gli aspetti.

 255 total views,  3 views today

Di Davide ”inchiostro nero” Cautiero.

Frankenstein Junior è una commedia horror. Una rilettura in chiave ironica del classico intramontabile di Mary Shelley, benché la sceneggiatura, firmata dal regista Mel Brooks, e dallo stesso attore protagonista, Gene Wilder, ne muti la morfologia del racconto.

Il capolavoro di Brooks raccoglie le messi dell’opera originale ( e di altre pellicole sul genere ) dissimulandone sardonicamente gli aspetti, che appaiono, nonostante la natura parodistica degli stessi, simulacri di un disegno psicologico e riflessivo, nonché intrinsecamente hauntologico.

Dalla fotografia in bianco e nero, che permea la pellicola come ‘’cadeau’’ al cinema orrifico degli anni ’30, o come spettro di un’arte forse troppo emulata. Fatto sta che Frankenstein Junior ( o Young Frankenstein ) sembra sbucare dal passato. Un passato ancor più remoto di quel 1974 che l’ha generato.

Un passato che il dottor Frederick von Frankenstein, nipote dell’iconico Victor, sembra rivivere sulla sua pelle, sotto forma di monomaniaca ossessione.

Difatti, il personaggio interpretato da Gene Wilder, pur cercando inizialmente di reprimere tali istinti, cambiando la pronuncia del proprio cognome, e denigrando il lavoro del nonno, si lascia a poco a poco conquistare dalla stessa bramosia, e dallo stesso vivo desiderio di dare la vita a un morto. E come in Shining assistiamo a questa lenta ‘’conversione’’ in una dimora, in questo caso un castello: il castello di Frankenstein.

Se nell’opera di  Stanley Kubrick ( e più precisamente nel romanzo di  Stephen King ) è la violenza, tramandata da padre in figlio ( e dalla quale Danny riesce a scampare ) ad autogenerarsi tramite l’influenza negativa dell’Overlook Hotel; qui, in termini sempre parodistici e caricaturali, è Victor Frankenstein a costituire la vera disgiunzione temporale in cui il vento dello spirito della sua ambizione ancora spira fra le gelide mura della sua magione.

Nella memorabile battuta: it…could…work! ( il ‘’ si…può…fare’’ doppiato magistralmente dal compianto Oreste Lionello ) si può chiaramente evincere tale aspetto. Alla fine dell’esortazione di Frederick, infatti, la telecamera si sofferma sul ritratto del nonno, che accenna un sorriso sornionamente allusivo e di approvazione.

Residui del tempo che però rimodellano anche i caratteri di personaggi come Igor ( o Ygor ), figura immaginaria che funge da assistente di Frankenstein o Dracula perlopiù negli adattamenti cinematografici riservati a questi ultimi, e che nella pellicola di Brooks rappresenta quasi l’elemento più innovativo, pur conservando esteticamente quell’immagine grottesca e stravagante costruita dal ‘’Frankenstein’’ del 1931 in poi.

Marty Feldman, invero, è quasi la vera grande star della pellicola, con la sua mimica teatrale, la sua gestualità motoria ed espressiva. Il suo è uno spettro che porterà il personaggio a evolversi, e a lasciare quel tratto austero e arcigno caratteristico del suo archetipo.

Quindi, nonostante la natura spaventevolmente comica della pellicola, assistiamo anche a una sottile scomposizione della coscienza umana. La sua eredità. I suoi fantasmi.

 

 

 

More Articles for You

Pensieri liquidi

 55 total views,  55 views today

La poesia nell’era del realismo capitalista

— Featured —

Pensieri Liquidi

 113 total views,  10 views today

La poesia nell’era del realismo capitalista

— Featured —

L’epoca del Cyberpunk

 328 total views,  6 views today

I topoi che hanno in seguito definito, sia il generale letterario che quello cinematografico, sono entrati nella nostra quotidianità, fino a viverla.

— Featured —

Le Astronavi: La Casa

 123 total views,  1 views today

Il nuovo videoclip diretto da Stefania Carbonara per ”Le Astronavi” è uno scrigno cesellato di sogni e labili promesse.

— Featured —

Pensieri Liquidi

 106 total views,  2 views today

La poesia nell’era del realismo capitalista.

— Featured —

Laborwave podcast

 195 total views,  2 views today

Elezioni USA

— Featured —