Black Mirror: la tecnologia è pericolosa?

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Il riflesso oscuro del progresso

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di Davide ”inchiostro nero” Cautiero

Black Mirror, la serie antologica made in UK prodotta da Charlie Brooker, sin dalle sue prime stagioni ( all’attivo cinque ) ha turbato lo spettatore immergendolo in realtà distopiche, alienanti, imperniate da un’ossessiva ricerca del bello, della perfezione dispatica e glaciale offerta dalla civilizzazione nel suo riflesso più oscuro.

Un uso della tecnologia e della sua moderna concezione del vivere che ne ha snaturato i toni, rendendo la stessa esistenza un accessorio, un marginale sistema in attesa di un upgrade.

Source: Internet

Utopie che hanno lasciato lo spazio ad aridi affreschi sociologici dagli inevitabili risvolti angoscianti.

E se dalla sua messa in onda sembrava lontana, o grottesca, una condizione del genere, nel tempo queste differenze ( tra realtà e finzione ) si sono assottigliate, divenendo ambigue e potenzialmente pericolose.

Lo stesso Brooker in una intervista, nel periodo in cui la serie era ferma e non aveva ancora trovato l’appoggio di Netflix, asserì che urgeva una certa fretta nel produrre gli episodi, poiché la società viaggiava più o meno agli stessi ritmi delle sue cacotopie, e allora Black Mirror avrebbe smarrito il suo obiettivo: intimorire e sconcertare.

Ovviamente, quello di Brooker, è il tetro riverbero di una modernità asettica, che privilegia la forma al contenuto; ma la tecnologia, quando prevarica l’aspetto umano, è davvero così temibile?

Il controllo del fuoco fu per l’uomo un aspetto cruciale per la sua evoluzione, ma esso può essere adoperato per riscaldare, così come per distruggere.

La tecnologia, quindi, è legata all’uso che se ne fa, e nello specifico Black Mirror ne esplora il lato più incerto.

Notizia alquanto recente il brevetto ottenuto da Microsoft per creare dei chatbot in grado di comunicare, attraverso dati confidenziali, con i defunti.

Source: Internet

Come non pensare a questo punto all’episodio ‘’Be Right Back’’ della serie in questione, che narra di un ipotetico servizio online a cui è possibile accedere per poter conversare con qualcuno che non è più in vita.

Martha Powell ( la protagonista della puntata ), interpretata da Hayley Atwell, dopo aver perso il compagno Ash Starmer ( Domhnall Gleeson ) a causa di un incidente stradale, decide di usufruire del servigio elettronico, per poi perdersi nelle sue diverse implicazioni etiche e morali.

Certo, quello di Microsoft è solo un brevetto, e non si sa con sicurezza se diverrà reale, ma il progresso avanza inesorabilmente, e sta solo a noi a coglierne il riflesso.

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