Aesthetic – Immagini contro il sistema

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Aesthetic, un nuovo modo di combattere il sistema

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Ciao Cyberz! Vi ho parlato in precedenza di Vaporwave. Abbiamo visto, insieme quali sono le caratteristiche principali. Vorrei però ora soffermarmi sull’aspetto grafico della vapor. L’Aesthetic

Cos’è l’aesthetic?

Prima di entrare nel vivo dell’argomento bisogna ricordare il contesto in cui si muove la vaporwave ed in cui vive l’aesthetic.

La Vaporwave in ambito musicale utilizza sonorità tipiche degli anni 80 e 90 recuperando la musica dei telefilm o quelle degli ascensori in un mix di jazz lounge e chili-out anche se oggi si spinge verso orizzonti più industrial, drumnbass, e acid house (Hardvapour).

Altra caratteristica è questo ricordo del passato, un ricreare emozioni legate ad un vissuto che rappresenta la falsità delle promesse di progresso e benessere non mantenute. Una critica alla situazione odierna, una vita tutta luci e colori che si è sgretolata col tempo, una distorsione che tramuta i ricordi in una specie di trip, un’ allucinazione. Ed è in questo contesto che comprendiamo meglio il genere artistico della aesthetic, gif, foto e grafiche calate in un non luogo e non tempo con atmosfere psichedeliche.

Proprio per questo motivo in molti music video ritroviamo frame pubblicitari con colori brillanti, o distorsioni VHS, perché attraverso questi segnali, l’artista mostra la vacuità del capitalismo anni 80 e della realtà dei 90 vissuta nelle promesse di un futuro roseo, patinato, con i colori accesi delle pubblicità o della merce sugli scaffali dei grandi magazzini, il tutto accostato a simboli della mitologia classica e tecnologica, in un melting-pot cyberpunk che ci spinge verso una rivoluzione culturale nuova. Anche per questo la Vapor viene definita come il punk del nuovo millennio.

Per comprendere più a fondo questo tema oggi mi farò dare una mano da un artista partenopeo. Claudio Avella, collaboratore di Vaporwave Italia.

4EST : Ciao Claudio, quali caratteristiche, secondo te, definiscono meglio l’aesthetic?

Claudio : Come nella pop art, la decontestualizzazione è forse la spinta principale di questo genere, lo slacciare elementi e fonderli in modo casuale (anche se a livello estetico niente è casuale) in uno spazio non definito incorniciato da elementi in pixel art, palme e statue classiche come a sottolineare che un luogo non esiste e tutto il vuoto consumismo ci ha trasportati in questi spazi del nulla, in queste realtà metafisiche con tonalità neon o pastello, così irreali eppure così piene di emozioni sognanti e nostalgiche. Ci sono però una serie di luoghi “reali” che ritornano : i living space con oggetti sterili e vuoti e tv scintillanti da dove il potere del Big Brother ci controlla, i centri commerciali, resi quasi paradisiaci con delle scale che portano verso il nulla. Di nulla e psichedelia, sanno anche gli sfondi accostati a personaggi del teleschermo o donne asiatiche; tutto ciò controbilanciato da palme e mare di posti tropicali, lontani, come se fossero irraggiungibili e tutta queste decontestualizzazione non fa altro che accentuare la spersonalizzazione dell’individuo.

Un punto principale dell’aesthetic sul quale soffermarsi sono i colori scelti, principalmente una scala che passa dal celeste-blu al magenta-viola ma anche le sfumature tramonto giallo-rosso; spesso a creare un contrasto forte che faccia effetto neon, come in un futuro cyberpunk, un mondo in cui da un momento all’altro un glitch potrebbe distorcere ciò che vediamo e sentiamo per poi sostituirlo con un wall di numeri, una Matrix che trasforma ogni nostra credenza in una serie di algoritmi e numeri senza vita. – Claudio Avella – (Vaporwave Italia)

Dopo questo intervento penso sia chiaro che l’aesthetic non sia un gioco grafico senza senso, come purtroppo a volte viene percepito dall’esterno, ma una ricostruzione visivia dell’immaginario pop contaminato dalla reminiscenza consumistica ormai parte del nostro vissuto.

4EST

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