Vaporwave, Cyberpunk e distopia – 1984 di ORWELL

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Vaporwave, cyberpunk e 1984 di Orwell…

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Oggi vi accompagno in un viaggio alle radici culturali di Vaporwave e Cyberpunk, sopratutto riallacciandomi a ciò che vi ho già anticipato nello scorso articolo che trattava i messaggi subliminali ed il mind control.

Per questo viaggio, (siamo solo all’inizio) ho bisogno di introdurre un’altro concetto : Distopia

Cos’è la distopia?

La distopia (da pronunciarsi “distopìa”; o anche antiutopiapseudo-utopiautopia negativa o cacotopia) è una descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro che, in contrapposizione all’utopia,  presenta situazioni e sviluppi sociali, politici e tecnologici altamente negativi; in genere indica un’ipotetica società (spesso collocata nel futuro) nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche percepite come negative o pericolose sono portate al loro limite estremo. (Wikipedia)

Nella descrizione ritroviamo già alcune caratteristiche di vapor e cyber che per loro natura possiamo definire per la maggior parte delle volte distopici. Nella vaporwave per es. troviamo la critica ad una società tecnologica che spinge i soggetti all’isolamento, a rinchiudersi in un mondo nostalgico; nel cyberpunk, un futuro dai tratti negativi.

Un romanzo cult distopico per eccellenza è di sicuro “1984” di G. Orwell, un opera che ha innervato, direttamente ed indirettamente, entrambi i generi!

Ma vediamo più attentamente di cosa tratta “1984”. Mi farò aiutare nell’impresa da un giovane scrittore talentoso, Mario Emanuele Fevola.

4EST : Ciao Mario, puoi spiegarci sinteticamente di cosa parla 1984?

Mario : “Buonasera 4est, e buonasera ai cyberz del blog!

cercherò di illustrare brevemente perché 1984 diviene uno spartiacque nella storia della letteratura, che costruisce una visione della realtà che ancora oggi sembra profetica e attuale.

1984 è figlio della generazione di romanzi distopici, che cominciano con Il mondo Nuovo di Aldous Huxley, fino ad arrivare a Noi di Evgenij Ivanovic Zamjatin, romanzo distopico russo del 1924 (recentemente pubblicato in Italia da Edizioni della Sera).

Orwell introduce così il suo mondo:

Era una luminosa e fredda giornata d’aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.

Fantastico. Dalla prima frase, il primo indizio. Un orologio che batte tredici colpi (e non dodici), un rintocco che batte appena fuori dal tempo e un uomo che sgattaiola in un appartamento asettico, portandosi dietro una manciata di polvere.

Il mondo è diviso in tre grandi superpotenze (Oceania, Eurasia e Estasia), e le vicende di Winston Smith si svolgono nella città di Pista Uno (la vecchia Londra). L’Oceania è governata  dalle logiche del Socing (una dittatura monopartitica) che ha come leader un uomo che non appare mai ma che tutto guarda: il Grande Fratello. Ogni cittadino è controllato tramite i teleschermi, la verità storica viene continuamente rimodellata, prima cancellata e poi riscritta, e ancora cancellata e ancora riscritta.

1984 è un terribile ed efficace atto d’accusa mosso da Orwell, diretto ai totalitarismi e alla loro volontà di voler piegare la realtà e le persone a un fine superiore, che idealmente coincideva con la felicità del popolo, ma alla fine si identificava nell’ubbidienza cieca ai Partiti e ai loro leader.

Ogni atto di pensiero che non sia conforme al “doublethinkg”, un meccanismo cognitivo che permette di pensare tutto e il contrario di tutto contemporaneamente, viene arrestato dalla Psicopolizia, colpevole di psicoreato. La stessa parola psicoreato va bene oltre il divieto di esprimersi, addirittura spinge a vietare anche il semplice pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario del Grande Fratello e dalle logiche del doublethinking.

Winston Smith è una mente cosciente calata in un universo di alienazione, un universo di estraneazione dove gli individui non riescono a controllare il sistema nel quale essi si muovono; non si riconoscono nel processo sociale al quale essi danno il proprio contributo, sfugge loro l’espressione di se stessi.

La lotta di Winston consiste nella presa di coscienza dell’individuo come essere sociale, che produce i mezzi necessari alla propria esistenza.

La schiavitù è libertà. Da solo, libero, l’essere umano è sempre sconfitto. Deve per forza essere così, perché l’essere umano è destinato a morire, e la morte è la più grande delle sconfitte.

1984 racconta una lotta: quella di un uomo che sogna un mondo migliore, dove essere finalmente libero.” – Mario Emanuele Fevola

4EST : Grazie Mario per il tuo preciso intervento!

4EST

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